Gli oggetti non sono mai soltanto cose: custodiscono tracce, memorie e possibilità di racconto.
Tra gennaio e maggio 2026, l’Aula Norelli del Liceo Scientifico A.B. Sabin di Bologna è diventata uno spazio di scoperta, relazione e trasformazione. Un luogo dedicato alla cura educativa, abitato quotidianamente da ragazzi e ragazze con bisogni educativi speciali, dove il laboratorio di arteterapia si intreccia al lavoro di educatori e insegnanti di sostegno.

Il progetto accompagna gli studenti e le studentesse nell’esplorazione dell’espressione artistica grafico-pittorica e plastica attraverso esperienze creative condivise. Ogni anno il laboratorio attraversa un tema diverso; quest’anno il filo conduttore è stato il potere evocativo degli oggetti quotidiani e la possibilità di trasformare materiali semplici e cose comuni in strumenti di espressione, immaginazione e racconto. Nel contesto educativo, l’incontro tra counseling espressivo e arteterapia ha favorito uno spazio basato sull’ascolto, sull’empatia e sulla creatività. Attraverso il fare artistico, ragazzi e ragazze hanno potuto esplorare emozioni, sperimentare possibilità espressive e valorizzare modalità personali di relazione e partecipazione.

Carta, colori, superfici, scatole, maschere, impronte e piccoli oggetti hanno preso nuove forme attraverso il fare creativo condiviso. Ispirandoci alla poetica di artisti come Giorgio Morandi, René Magritte, Claudio Parmiggiani e Joseph Cornell, il percorso ha attraversato esperienze diverse: barchette di carta per immaginare partenze comuni, teatrini surrealisti, tracce invisibili, ciotole che accolgono e scatole delle meraviglie.

Il laboratorio non ha cercato il risultato perfetto, ma il valore del processo, del gesto e della relazione. Attraverso il fare insieme, ragazzi, ragazze, educatori e insegnanti hanno costruito uno spazio attento e sensibile, dove anche materiali poveri e oggetti dimenticati hanno potuto acquisire nuovi significati.

Gli incontri settimanali hanno alternato momenti di sperimentazione pratica, progettazione e condivisione, favorendo partecipazione, collaborazione e valorizzazione delle diverse abilità nel rispetto reciproco. Il percorso si è concluso con un allestimento finale pensato come restituzione dell’esperienza vissuta e testimonianza del lavoro condiviso.

Tracce di presenza, immaginazione e trasformazione, traguardi invisibili resi visibili dalla materia e dal lavoro creativo condiviso.
Last modified: 3 Giugno 2026