Dopo aver accompagnato ragazze e ragazzi nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria attraverso i laboratori nelle classi di transizione dell’IC Gandino Guidi, il percorso con i/le counselor di AICIS è proseguito con le nuove classi prime della stessa Scuola Secondaria di primo grado di Bologna.
A partire da questa esperienza, i counselor di AICIS sono stati presenti nelle aule con il laboratorio esperienziale “Costruire il gruppo classe: conoscerci, collaborare, crescere insieme”, rivolto ad alcune delle classi prime dell’istituto.
Il percorso è nato per accompagnare ragazze e ragazzi nella costruzione del nuovo gruppo classe. Se il primo laboratorio, realizzato nelle classi in transizione dello stesso Istituto Comprensivo, aveva offerto uno spazio per parlare delle emozioni legate al cambiamento, conoscere nuovi compagni e compagne e riconoscere le proprie risorse, questo nuovo progetto ha voluto fare un passo ulteriore: imparare a stare insieme, comunicare, collaborare e costruire un clima di classe positivo e inclusivo.
Dalle persone al gruppo
Entrare in una nuova classe significa incontrare persone diverse, con caratteristiche, esperienze, modalità di comunicare e bisogni differenti. Il gruppo classe non è qualcosa che si crea automaticamente, ma è una realtà che si costruisce nel tempo, attraverso le relazioni e il contributo di ciascuno.
Il laboratorio ha accompagnato questo processo attraverso una metodologia attiva ed esperienziale. Giochi di movimento, attività cooperative, esercizi di comunicazione, attività creative e momenti di riflessione hanno permesso alle ragazze e ai ragazzi di sperimentare concretamente cosa significasse collaborare e far parte di un gruppo.
Le attività sono partite dalla conoscenza reciproca per arrivare progressivamente a interrogarsi su una domanda centrale: che classe vogliamo essere?
Imparare a comunicare e ad ascoltare
Una parte importante del percorso è stata dedicata alla comunicazione e all’ascolto.
Attraverso semplici esperienze, i ragazzi e le ragazze hanno potuto sperimentare quanto fosse facile – o difficile – comunicare un messaggio in modo chiaro, ascoltare ciò che l’altro stava dicendo e accorgersi quando non ci si era capiti.
Ma ascoltare non significa soltanto sentire le parole dell’altro. Significa anche provare a comprenderne il punto di vista, prestare attenzione alle emozioni e verificare di aver realmente compreso ciò che vuole comunicare.
Il percorso ha così offerto l’occasione per riflettere sui comportamenti che possono facilitare la comunicazione e su quelli che, invece, possono renderla più difficile.
La classe che vogliamo costruire
Nel corso degli incontri, ragazze e ragazzi sono stati invitati a individuare gli “ingredienti” necessari per costruire una classe nella quale stare bene: ascolto, rispetto, fiducia, collaborazione, amicizia, pazienza, aiuto, partecipazione e attenzione verso chi rischia di rimanere in disparte.
Queste parole non sono rimaste soltanto idee astratte. Attraverso il confronto, sono state trasformate in comportamenti concreti che ciascuno poteva mettere in pratica nella quotidianità.
Il gruppo è stato quindi accompagnato nella costruzione di un vero e proprio patto della classe, nato dalle parole e dalle proposte delle ragazze e dei ragazzi: un riferimento condiviso per orientare le relazioni e contribuire alla costruzione di un ambiente nel quale tutti potessero sentirsi parte del gruppo.
Un sostegno anche al corpo docente
Costruire un gruppo classe positivo è un lavoro quotidiano che richiede tempo, attenzione e molte energie. Per questo il progetto non si è rivolto soltanto alle ragazze e ai ragazzi, ma ha rappresentato anche una risorsa e un sostegno per il corpo docente.
In un contesto scolastico nel quale agli insegnanti è richiesto di sostenere contemporaneamente gli apprendimenti, le relazioni, le dinamiche del gruppo e i bisogni individuali degli studenti, poter contare su uno spazio specifico dedicato alla costruzione del gruppo ha rappresentato un importante supporto.
Il laboratorio ha permesso di avviare e facilitare un lavoro sul gruppo classe fin dai primi mesi, offrendo agli insegnanti l’opportunità di osservare le dinamiche relazionali da una prospettiva diversa e di raccogliere elementi utili per proseguire il lavoro quotidiano in classe.
L’intervento dei counselor non si è sostituito al ruolo dei docenti, ma lo ha affiancato e sostenuto, contribuendo a creare alcune condizioni di base che potessero facilitare il lavoro didattico e relazionale successivo.
In questo senso, il counseling si è confermato una risorsa non solo per gli studenti, ma per l’intera comunità scolastica.
Ogni persona contribuisce alla rete
La metafora della rete ha accompagnato la parte conclusiva del percorso: ogni persona rappresenta un punto della rete e ogni legame contribuisce a renderla più forte.
È una rappresentazione semplice ma significativa di ciò che accade in una classe: ciascuno ha un ruolo nella qualità delle relazioni e nel clima del gruppo.
Anche chi tende a rimanere più in disparte, chi comunica in modo diverso o chi fatica a trovare il proprio spazio può diventare parte attiva della costruzione del gruppo, se trova condizioni che favoriscono partecipazione, ascolto e inclusione.
Un percorso in continuità
“Costruire il gruppo classe” si è inserito in continuità con il lavoro già realizzato attraverso “Le emozioni del cambiamento”.
Il primo percorso aveva dato spazio alle emozioni e alle risorse necessarie per affrontare una nuova fase. Questo nuovo laboratorio ha accompagnato invece ragazze e ragazzi nella quotidianità della classe, aiutandoli a trasformare l’incontro con l’altro in collaborazione, comunicazione e appartenenza.
Anche in questo caso, il counseling si è proposto come uno spazio di esperienza e di riflessione, nel quale le ragazze e i ragazzi non hanno semplicemente ricevuto indicazioni su come “stare bene insieme”, ma hanno potuto sperimentare direttamente le dinamiche del gruppo, osservarle e costruire insieme possibili modalità per migliorarle.
Perché una classe non è soltanto un insieme di persone che condividono un’aula. È un gruppo che, giorno dopo giorno, può imparare a conoscersi, collaborare e crescere insieme.
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